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Il metodo Ortobioattivo visto da vicino: visite aziendali

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Questa sezione della galleria raccoglie alcune immagini significative scattate durante le visite aziendali condotte nell'ambito delle attività di disseminazione del progetto, finanziate dalla sottomisura 1.3 "Sostegno a visite aziendali" del PSR Toscana 2014-2020.
Le visite aziendali sono rivolte prioritariamente alle imprese agricole con sede operativa nella regione Toscana, ma la partecipazione è stata aperta anche ad hobbisti, consulenti agronomi e imprenditori agricoli provenienti da altre regioni. 

Visita aziendale presso l'Azienda Agricola Paolo Colzi di Prato

Sabato 6 novembre 2021, dalle 9.30 alle 13.30, in una giornata soleggiata ma ventosa si è svolta presso l'azienda agricola Paolo Colzi, partner del progetto, la prima visita aziendale prevista dalle attività di divulgazione rivolte agli imprenditori agricoli.
La mattinata è stata introdotta dalla dott.ssa Giulia Torta, borsista di ricerca per le attività di disseminazione, che ha presentato il progetto OBA.NUTRA FOOD, l'azienda agricola ospitante ed il programma della mattinata. E' poi interventuta la dott.ssa Ada Baldi, del Dipartimento DAGRI dell'Università di Firenze, che ha introdotto le attività di ricerca agronomica per la messa a punto del protocollo agronomico di coltivazione del metodo Ortobioattivo. 

La dott.ssa Ada Baldi presenta le attività di ricerca agronomica sul metodo Ortobioattivo
Didascal

La mattinata è proseguita con la visita ai sei cassoni di Ortobioattivo allestiti nell'ambito delle prove sperimentali finanziate dalla sottomisura 16.2 del bando PSR. Sono state illustrate la tecnica di realizzazione dei cassoni, la gestione agronomica, le colture sperimentate e la modalità di distribuzione degli inoculi batterici e micorrizici. Molte le domande dei partecipanti, cui sia la dott.ssa Baldi che Paolo Colzi hanno risposto dettagliatamente, e proficuo lo scambio di opinioni ed esperienze sulla base dei rispettivi contesti aziendali di provenienza.

Visita ai cassoni sperimentali

La mattinata si è conclusa con una visita alle restanti superfici aziendali destinate alla coltivazione di ortaggi. Anche qui tante le domande sulle tecniche agronomiche, la scelta varietale e le modalità di commercializzazione dei prodotti.

Visita alle restanti superfici aziendali

Al termine della visita, prima dei saluti, sono stati distribuiti anche i primi depliant informativi sul metodo Ortobioattivo e sull'utilizzo di lombricompost, micorrize e microrganismi effettivi in orticoltura, realizzati nell'ambito della sottomisura 1.2 del progetto.

Distribuzione dei depliant informativi

Diverse le realtà aziendali presenti, sia dalle province di Firenze e Prato che da fuori regione (Umbria, Veneto e Lombardia) e tanti gli spunti di riflessioni emersi durante l'incontro. Riteniamo di poter affermare che si sia trattato di un momento di crescita professionale e arricchimento per tutti i partecipanti, che ci auguriamo possano seguire anche le altre visite aziendali in programma.

Foto di gruppo al termine della visita
Foto di gruppo al termine della visi

Visita aziendale presso l'Azienda Agricola Enrico Villani di Lastra a Signa

Sabato 27 novembre 2021, dalle 9.30 alle 13.30 si è svolta la seconda visita aziendale prevista dal progetto.La pioggia ed il cielo nuvoloso non hanno scoraggiato la partecipazione degli oltre venti partecipanti, tra imprenditori agricoli e hobbisti, giunti da diverse provincie della Toscana (Arezzo, Siena, Grosseto, Livorno, Firenze). 

La visita prende avvio sotto un cielo nuvoloso

La prima parte della mattinata si è svolta in località Parco dei Renai, nel comune di Lastra a Signa, dove sono presenti le superficie aziendali destinate alla produzione orticola. La visita è stata introdotta dalla dott.ssa Marina Clauser, curatrice dell'Orto Botanico di Firenze e responsabile delle azioni di comunicazione e divulgazione del progetto, cui è seguito l'intervento della dott.ssa Giulia Torta, che ha presentato il progetto OBA.NUTRA FOOD e le diverse aziende agricole e i dipartimenti universitari coinvolti. Enrico Villani, titolare dell'omonima azienda agricola partner del progetto, è quindi intervenuto per presentare la sua realtà aziendale e le ragioni che lo hanno spinto ad aderire alle attività di sperimentazione agronomica.

Approfittando di una finestra di sole, è stato possibile entrare in campo ed osservare da vicino le prove sperimentali allestite dal Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Firenze. La metodologia Ortobioattivo ed i principi agronomici ed ecologici che ne sono alla base sono stati dettagliatamente illustrati daI dott. Andrea Battiata, agronomo e capofila del progetto. E' quindi seguito un vivace dibattito con i partecipanti, che hanno portato le loro domande, dubbi, curiosità, concentrandosi in particolare sulla replicabilità del metodo e sulla sua applicazione ai diversi contesti agricoli di provenienza.

Analisi e dibattito sul metodo Ortobioattivo

La mattinata è proseguita con una visita al corpo principale dell'azienda agricola, situato nella zona collinare di Lastra a Signa, che ospita l'agriturismo e le superfici a vite e olivo. Anche questa seconda parte della mattinata è stata particolarmente interessante in quanto ha dato modo ai partecipanti di confrontarsi con una realtà imprenditoriale multifunzionale e diversificata, frutto di investimenti importanti e progettazione di lungo periodo.

Visita alla cantina aziendale dell'Azienda

La visita si è poi conclusa con un pranzo conviviale presso la Fattoria Albanese Labardi, in località Marliano di Lastra a Signa. Ci sentiamo di poter affermare che anche questo secondo evento abbia rappresentato un arricchimenti per tutti i partecipanti, che hanno condiviso le loro esperienze, ampliato le loro conoscenze e creato nuove relazioni.

Il panorama sulle colline di Lastra a Signa

Visita aziendale presso l'Osteria di Passignano

Nonostante le condizioni meteo non favorevoli, giovedì 2 dicembre si è svolta durante la mattinata la terza delle quattro visite in programma nell'ambito del progetto OBA. NUTRA FOOD. 
La visita ha avuto luogo presso l'Ortobioattivo allestito presso la Badia di Passignano, un antico monastero risalente al 395 nel cuore del Chianti Classico e ancora oggi abitato dai monaci dell'ordine Vallombrosiano, custodi dei suoi tesori culturali e storici. Poco meno di quattro anni fa la proprietà Antinori ha deciso di commissionare ad dott. Battiata la realizzazione di un Ortobioattivo da dedicare alle esigenze dell'Osteria  di Passignano, fondata nel 2000 dalla collaborazione tra Marcello Crini e Allegra Antonori. 
Un realtà aziendale quindi molto particolare, in un contesto storico e paesaggistico davvero unico, quella che gli oltre trenta partecipanti alla visita hanno potuto conoscere durante la mattinata.

Uno scorcio dell'ingresso nell'Ortobioattivo

Dopo i saluti introduttivi e la presentazione del progetto PS GO e del programma della giornata, a cura della dott.ssa Marina Clauser dell'Orto Botanico di Firenze e della dott. ssa Giulia Torta, a fare gli onori di casa è stato Gabriele Gorelli, che ha guidato la visita alle antiche cantine dell’abbazia, che ospitano oggi circa 2.000 barriques dove si affina il Badia a Passignano Chianti Classico Gran Selezione, prodotto dai vigneti circostanti il monastero. 

Un momento della visita alle cantine

La mattinata è proseguita con un intervento del dott. Andrea Battiata, che ha illustrato la metodologia Ortobioattivo ed i principi agronomici ed ecologici alla base del metodo. Alla discussione hanno preso parte diversi degli agricoltori presenti, portando la loro esperienza in materia di pratiche quali l'inerbimento delle colture arboree, l'uso di "living mulch" e la selezione di specie spontanee per gli inerbimenti controllati. Il discorso è stato quindi prevalentemente incentrato sulle tratiche agronomiche in grado di aumentare il contenuto di sostanza organica del suolo, contribuendo quindi al sequesto di Carbonio dall'atmosfera e all'accrescimento della fertilità dei suoli.

Dibattito e discussione in cantina

Molto interessante è stato poi considerare come il metodo Ortobioattivo, oltre a fornire una serie di servizi ecosistemici come quelli sopra citati, sia anche in grado di produrre sostenibilità economica per le imprese, grazie al sistema della Community Supported Agricolture e alla produzione di ortaggi di elevata qualità, che apprezzati anche dalla ristorazione di alta gamma, proprio come nel caso dell'Osteria di Passignano.
Un sistema virtuoso quindi per l'ambiente, la salute umana e l'economia.

Prima di spostarsi a Tavernelle di Pesa per il pranzo, c'è stato il tempo per dare un'ultimo sguardo ai rigogliosi letti rialzati dell'ortobioattivo, sapientemente curati da Luca Di Giacomo. Nonostante la pioggia fredda e incessante, ci riteniamo soddisfatti della visita, che è stata portata a termine nei tempi e nei modi prefissati. Un apprezzamento all'organizzazione e alla qualità dei contenuti trasmessi è stato rivolto anche dai funzionari della regione Toscana che hanno presenziato all'evento.

Partecipanti nell'ortobioattivo dell'Osteria di Passignano

Visita aziendale presso l'Azienda Agricola Ortobioattivo di Firenze

Si è concluso venerdì 21 gennaio a Firenze il programma delle quattro visite aziendali dedicate alla conoscenza del metodo Ortobioattivo e finanziate dalla sottomisura 1.3 del bando PS GO Regione Toscana.
Sotto un cielo terso di fine gennaio, oltre 30 partecipanti tra cui imprenditori agricoli, studenti di Scienze Agrarie dell'Università di Firenze, volontari delle Biblioteche Comunali di Firenze e semplici cittadini hanno potuto visitare l'Azienda Ortobioattivo, capofila del progetto.

Accoglienza dei numerosi partecipanti all'inizio della visita.

Ad introdurre l'attività e presentare il progetto OBA.NUTRA FOOD è stata la dott.ssa Giulia Torta, borsista di ricerca presso l'Orto Botanico di Firenze e che da aprile cura l'organizzazione delle misure di divulgazione. Sugli aspetti microbiologici del metodo Ortobioattivo sono intervenute Alessandra Turrini,  Associata di microbiologia agraria presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali  e Manuela Giovannetti, professoressa emerita dell’Università di Pisa e membro del Consiglio Scientifico del CREA. Quest'ultima ha insistito sull'importanza fondamentale che riveste in agricoltura lo studio dell'apparato radicale delle piante ed in particolare dei funghi micorrizzici, in grado di assorbire i nutrimenti dal suolo e di fornirli alle piante in forme assimilabili. Questi organismi possono essere dei validi strumenti da utilizzare ai fini di un'agricoltura sempre meno dipendente da input di sintesi e meno suscettibile agli stress abiotici.

 I cassoni di Ortobioattivo allestiti nell'ambito delle prove sperimentali del progetto, su cui si sta valutando anche la presenza e l'attività delle micorrize.

La visita ha quindi preso il via dal settore in cui sono state allestite le prove di campo nell'ambito del progetto OBA.NUTRA FOOD, che stanno portando alla definizione del protocollo agronomico di coltivazione e alla valutazione dell'attività microbiologica del substrato di coltivazione, composto da compost organico vegetale e sabbia vulcanica.

Il sistema di  microaspersione in azione. L’acqua viene erogata tramite irrigatori ad alta precisione di distribuzione e ad alto risparmio idrico.

Il gruppo si è dunque spostato nell'area dedicata al compostaggio, in cui viene prodotto, a partire da risulte vegetali dell'orto e scarti di potatura trinciati, il substrato organico vegetale che costituirà la base dei letti rialzati caratteristici del metodo Ortobioattivo.

Uliveto abbandonato ora in fase di recupero con apporto di sostanza organica vegetale.

L'ultima parte della mattinata è stata dedicata alla visita dei cassoni in piena produzione che al momento ospitano verze, cavoli cappucci, porri, cavoli neri, insalate, radicchi, spinaci e finocchi (questi ultimi protetti da tunnel). Interessante anche osservare i cassoni su cui quest'anno verrà sperimentato la tecnica del living mulch, o pacciamatura verde. Questa consiste nell'allettamento primaverile con un rullo sagomanto (roller crimper) di colture di copertura autunno - vernine (tra cui Raphanus spp, Sinapis spp., Phacelia tanacetifolia Benth. , Vicia spp., etc.). Il rullo schiaccia e incide la biomassa della cover crop, permettendo così una rapida essiccazione e la formazione di uno spesso strato pacciamante, su cui verranno trapiantate le coltura orticole primaverili-estive. Il risultato è una ridotta o assente germinazione delle infestanti, un notevole risparmio idrico e un apporto continuo di sostanza organica al substato, con conseguente miglioramento delle condizioni di fertilità generale della coltura.

In primo piano le coltura invernali in pieno campo e sullo sfondo i tunnel per le colture protette.

In considerazione del notevole incremento dei contagi da Covid-19 delle ultime settimane, è stato deciso, in accordo con gli istruttori regionali che seguono il progetto PS GO, di non svolgere il pranzo al termine della visita aziendale. L'attività si è quindi conclusa con la distribuzione di cassette di ortaggi bioattivi in omaggio per tutti i partecipanti, che sono state prontamente consumate con soddisfazione come testimonia una foto inviata da un'imprenditrice agricola.

Le verdure bioattive dal campo alle tavole dei partecipanti.

Anche stavolta possiamo affermare che l'attività è stata apprezzata e attivamente partecipata, raggiungendo gli obiettivi di divulgazione, informazione e trasferimento delle conoscenze che sono essenziali nell'ambito della ricerca applicata come quella in campo agricolo.

Ultimo aggiornamento

21.01.2022

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