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Metodo bioattivo: valutazione agronomica e coltivazione

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Il personale del Dipartimento di Scienze e Tegnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) si occupa della valutazione agronomica del metodo bioattivo e della messa a punto del protocollo di coltivazione. Ciò viene realizzato attraverso la valutazione delle tecniche agronomiche in grado di ridurre al minimo l’impatto dell’attività orticola sull’ambiente ma in grado di valorizzare al massimo la resa e la qualità delle produzioni. In seguito al confronto con gli altri partner e seguendo le indicazioni del coordinatore scientifico, si prevede di redigere un protocollo di coltivazione bioattiva che verrà adottato dalle aziende agricole partner del progetto o interessate a tale sistema di produzione di ortaggi.

L'attività di ricerca nel dettaglio

Nel corso del 2020 il metodo Ortobioattivo è stato introdotto nelle tre aziende agricole partner del progetto, Ortobioattivo, Colzi Paolo e Villani Enrico, apportando le necessarie modifiche sia in base alle condizioni specifiche del contesto aziendale (disponibilità di spazi, tempi e risorse che sono state dedicate al progetto).

Dopo una prima sessione conoscitiva/descrittiva del metodo presso l’Azienda Agricola Orobioattivo, si sono passati in rassegna gli step operativi per l’implementazione definendo per ogni azienda:

  • -  la superficie da destinare al progetto;
  • -  i requisiti materiali e logistici specifici;
  • -  la filiera di approvvigionamento più idonea alle singole realtà;
  • -  il cronoprogramma di dettaglio per l’implementazione della prima fase (installazione e avvio);

Una volta predisposto il terreno si è passati alla fase di coltivazione, definendo le colture secondo l'andamento stagionale e le esigenze specifiche di ogni azienda.
I partner scientifici hanno predisposto le linee guida con visite sul campo e incontri con le aziende agricole e durante la fase di coltivazione hanno coordinato e supervisionato le attività, dal momento del trapianto al momento della raccolta degli ortaggi.
Sono state inoltre predisposte attrezzature per l’autoproduzione di humus di lombrico e sono stati raccolti campioni di substrato e materiale vegetale destinati ad analisi di laboratorio.
I risultati agronomici di questa prima fase saranno utilizzati per strutturare e programmare le attività del secondo anno di progetto e per redigere un protocollo di coltivazione a disposizione delle aziende.

Ultimo aggiornamento

01.07.2021

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